“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare fra coloro che entrano nel nostro Paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali. Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione ”.
06/08/2009
http://www.sinistraeliberta.it/immigrati-italiani-america-congresso/

Mi permetto di aggiungere un’altra citazione.
Our genial climate, the easy with which the necessity of life can be obtained and the polyglot nature of the population unfortunately has singled this part of the country (southern Louisiana) for the idle and the emigrants from the worst classes of Europe, Southern Italians and Sicilians. New Orleans has an unusually large population of the immigrants from these countries and we find them the most idle, vicious and worthless people among us. A very large percentage are fugitives from justice or ex-convicts aided in their emigration by their governments or the communities which seek relief by their departure. They rarely acquire homes, always band together, do not acquire our language and have neither respect for its government or obedience to its laws. The monopolize the fruit, oyster and fish trades and are nearly all peddlers, tinkers or cobblers (the two last trades are the ones taught in their prisons at home). They are filthy in their persons and homes and our epidemics nearly always break out in their quarter. They are without courage, honor, truth, pride, religion or any quality that goes to make the good citizen.
New Orleans could afford (if such a thing were lawful) to pay for their deportation. Except the Poles we know of no other nationality which is as objectionable as the people.
Joseph A. Shakspeare, sindaco di New Orleans, 9 giugno 1891
Sinceramente non capisco che volete dimostrare voi di sinistra(sinistra italiana), qui parliamo di altre epoche e periodi sia a livello sociale – politico che demografico, quelle erano terre semi-spoppolate.
Comunque visto che la mafia e molta corruzione l’abbiamo portata noi, forse facevano bene a prenderci a calci.
Si vede che l’università ve la paga pappino e non lavorate, andate a cercare lavoro poi vedete quanto gli immigrati ve ne rubano.
A scusate voi i lavori da operaio non li fatte! Beh, vedremo.